Differenze tra Realtà Aumentata, Realtà Virtuale e Mista

Differenza tra Realtà Aumentata, Virtuale e Mista

Termini come Realtà Aumentata (AR), Realtà Virtuale (VR) e Realtà Mista (MR) sono ormai di uso comune. Tuttavia, vista la natura innovativa e recente di queste realtà, tali concetti tendono ad essere spesso confusi e talvolta non del tutto chiari, per la maggior parte degli utenti.
Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza, andando ad analizzare uno per uno questi ambiti, valutando analogie, similitudini e differenze tra queste realtà.

Realtà Aumentata (AR)

Immagine App Realtà Aumentata AR Extrude nella quale si vede il progetto completo visualizzato in modalità AR

La Realtà Aumentata (dall’inglese Augmented Reality), spesso abbreviata come AR, si può definire come l’integrazione di informazioni digitali in tempo reale con l’ambiente in cui si trova l’utente. La natura di tali informazioni virtuali, calate nel mondo reale, è varia e molteplice. Dipende dagli ambiti e dagli obiettivi della singola applicazione.
I contenuti digitali più tipici della Realtà Aumentata sono:

  • informazioni testuali (es: testi descrittivi, pannelli interattivi, eccetera)
  • video
  • immagini
  • tracce audio
  • modelli 3D statici, o con animazioni
  • link a contenuti online

Questa integrazione, indipendentemente dalla natura specifica delle informazioni digitali, produce di conseguenza un “arricchimento” (da qui appunto l’inglese Augmented) della realtà.

Implementazioni AR

La Realtà Aumentata può essere implementata principalmente mediante due diverse tipologie di dispositivi: smartphone e tablet, oppure appositi occhiali. Vediamo brevemente le differenze tra questi sistemi.

AR attraverso smarthphone

Sicuramente la forma di realtà aumentata più diffusa e comune è l’utilizzo di uno smartphone o tablet. Non tutti i dispositivi cellulari supportano la realtà aumentata, poiché sono necessari particolari sensori come giroscopio, GPS, accelerometro e fotocamera specifica. Tuttavia ormai tutti i più recenti smartphone e tablet supportano la realtà aumentata.

Utilizzando un’app AR si potrà vedere sul display dello smartphone l’ambiente in cui si trova l’utente attraverso la fotocamera del telefono, arricchito di tutte le informazioni aggiuntive non presenti nel mondo reale. Ad esempio si potrà inquadrare una macchina industriale e vedere intorno ad essa dati di funzionamento, video di manutenzione, gli ultimi problemi riscontrati eccetera.

AR attraverso occhiali

Questa forma di Realtà Aumentata è stata resa celebre dai Google Glass progettati dal team X Lab. Si trattava di occhiali da indossare dotati di una particolare fotocamera e un display sopra all’occhio destro, in cui le informazioni aggiuntive si sovrappongono alla realtà. C’è però da considerare che questo progetto da molti viene considerato un fallimento, visto lo sforzo pubblicitario fatto da Google, a fronte di un supporto cessato a inizio 2020.

Tuttavia altre aziende hanno portato avanti progetti similari, tra i quali i più famosi sono probabilmente i device della serie HoloLens di Microsoft, arrivati ora alla seconda generazione, rilasciata a fine 2019 . Per saperne di più su questa serie di dispositivi abbiamo un articolo dedicato.

Realtà Virtuale (VR)

Ambiente 3D per la formazione chirurgica in Realtà Virtuale

Esempio di ambiente 3D nel VR

La Realtà Virtuale (dall’inglese Virtual Reality) si può definire, in parole povere, come una realtà simulata, un mondo digitale dove si viene immersi indossando un apposito visore. Una realtà che avvolge totalmente l’utente, andando ad occultarne del tutto la percezione (quantomeno visiva) del mondo fisico intorno a lui.

La realtà virtuale proietta l’utente in qualsiasi luogo, consentendogli di vivere avventure ed esperienze in prima persona, abbattendo le barriere geografiche e simulando qualsiasi ambientazione. Le esperienze VR sono in grado di immergere completamente l’utente in un nuovo mondo, in un nuovo spazio, in un nuovo tempo.

Implementazioni VR

Esattamente come la realtà aumentata, anche per quella virtuale esistono svariate implementazioni tecnologiche. A differenza dell’AR però in questo caso sono ormai quasi sempre necessari device dedicati, tuttavia è comunque possibile distinguerli in due categorie ben definite: device che devono essere collegati ad un PC, e dispositivi portatili.

VR attraverso PC

In questa implementazione tecnologica ci si avvale di un computer per l’elaborazione dell’ambiente virtuale da ricreare e di un visore VR ad esso collegato per la sola visualizzazione. In genere si dispone inoltre di almeno un controller per interagire o per spostarsi all’interno del mondo digitale.

Tale soluzione permette ad oggi di ottenere il massimo delle performance e del realismo in quanto un PC è dotato di una potenza di calcolo mediamente ben superiore a quella di un dispositivo dedicato. Ciò che l’utente vede attraverso il visore è un render in real time del mondo virtuale. Le più famose soluzioni sono anche, generalmente, le più costose ovvero:

  • Valve Index, rilasciato nel 2019;
  • Oculus Rift S, rilasciato nel 2019, di fatto reso desueto dalla serie Quest di cui parleremo;
  • HTC Vive Pro 2, rilasciato nel 2021.

VR attraverso dispositivi portatili

L’altra frontiera della realtà virtuale è costituita dai cosiddetti visori portatili (o standalone), ovvero device non vincolati ad una postazione PC. Originariamente tali dispositivi si dividevano in due categorie: con hardware integrato e per smartphone. Tuttavia ormai la concezione di realtà virtuale con dispositivi portatili risulta di fatto ridotta ai soli device con hardware integrato dedicato. I device per smartphone sono una realtà ormai abbandonata.

Le prestazioni di tali dispositivi si differenziano da modello a modello, ma in generale non offrono una resa grafica al pari dei visori precedentemente elencati. Permettono comunque di ricreare un’ambientazione interattiva e immersiva verosimile, e garantiscono  il grande vantaggio della portabilità. Alcuni esempi dei visori VR portatili attualmente in commercio sono:

  • Oculus Quest 2: rilasciato a fine 2020. Questo dispositivo è in realtà una soluzione ibrida, in quanto pur essendo portatile, può essere comunque collegato al PC attraverso un apposito cavo chiamato Oculus Link;
  • HTC Focus 3: rilasciato a breve distanza rispetto al gemello per PC di HTC nel 2021. Questo dispositivo tuttavia non è stato rilasciato per il mercato consumer ed è quindi disponibile per le sole aziende;
  • HTC Vive Flow: rilasciato anche questo a fine 2021. Si tratta di una soluzione particolare in quanto, pur essendo un device portatile, necessita di alimentazione attraverso cavo, non essendo munito di batterie.

Realtà Mista (MR)

Esempio di mixed reality hololens dove una persona visualizza un modello 3D di una macchina su un ambiente di lavoro

Arriviamo infine al concetto più ostico forse da spiegare delle tre tecnologie prese in esame, ovvero la Realtà Mista (MR). Essa può essere considerata come il connubio, l’integrazione, tra la Realtà Virtuale e quella Aumentata.

Durante le esperienze VR, fruite attraverso i visori immersivi che occludono la visuale esterna (vedi sopra), è possibile digitalizzare elementi reali e integrarli nell’ambiente virtuale. Attualmente i dispositivi che permettono un tale livello di integrazione sono davvero pochi e le loro funzionalità sono ancora a livello embrionale.

Meta Quest 2 (ex Oculus Quest 2) ad esempio, visore per la Realtà Virtuale di Meta (ex Facebook), permette di digitalizzare le proprie mani in tempo reale e di utilizzarle per interagire con l’ambiente digitale (interfaccia utente, ambiente 3D, eccetera).

Altro esempio di dispositivo MR sono i Microsoft HoloLens, i quali non occludono completamente l’utente dal mondo reale, come il Quest, ma sono abbastanza immersivi da poterli considerare visori MR. Nati nati dalla collaborazione tra Microsoft e la NASA, sono dispositivi nati principalmente per un mercato enterprise e sono in grado di riconoscere e tracciare l’ambiente reale circostante e di aumentarne la percezione grazie all’aggiunta di informazioni, testuali e grafiche 2D/3D, in tempo reale.

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